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Modalità di gestione1. Referente e garante del progetto di sostegno a distanza è il missionario che individua i bambini/giovani/disabili bisognosi e li segnala all’Ufficio Aiuto Missioni (UAM).
2. L'UAM li affida ai sostenitori che sottoscrivono una domanda di adozione e si impegnano ad un versamento annuo di € 200 per un minimo di tre anni, inviando loro foto e documentazione relative sia del bambino/giovane/disabile che del missionario.
3. Il missionario utilizza il contributo economico a sua discrezione: per consentire ai bambini di essere ospitati in appositi convitti o di frequentare la scuola, per indumenti o medicine, secondo le diverse necessità; per dare l’opportunità a giovani fra i 14 e i 24 anni di proseguire gli studi superiori; per garantire a disabili le terapie necessarie.
4. In seconda istanza il contributo viene utilizzato per sostenere nelle necessità più urgenti la comunità nella quale il bambino/giovane/disabile è inserito.
5. Il missionario si preoccupa anche di tenere i contatti epistolari con i sostenitori tramite l’invio periodico di informazioni riguardanti l’andamento generale sia dei bambini/giovani/disabili, che del villaggio o della comunità. questo avviene con modalità e tempi differenziati a seconda della realtà geografica e del contesto sociale nel quale si situa ciascun progetto di sostegno a distanza.
6. Al sostenitore verrà quindi inviato mensilmente il periodico Missionari del Pime, che riporta notizie sui missionari, sui progetti generali dell’Ufficio Aiuto Missioni del Pime e sui progetti di sostegno a distanza.
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