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Storia del Museo e delle raccolte

Il Museo è stato aperto nel 1910 con la denominazione di "Museo Etnografico Indo-cinese". Il nucleo originario delle collezioni venne portato in Italia da padre Carlo Salerio (1827-1870) che faceva parte della prima spedizione dell'allora Seminario Lombardo per le Missioni Estere (oggi Pime) in Melanesia, precisamente nelle isole di Rook e Woodlark. Questo primo gruppo di oggetti fu donato dal Pime al Civico Museo di Milano nel 1862 e, purtroppo, andò distrutto nei bombardamenti del 1943. Se ne salvò una piccola parte che, oggi, è conservata in parte presso il Museo del Pime e in parte presso il Museo Pigorini di Roma.

Un secondo nucleo delle raccolte si deve all'opera di padre Simeone Volonteri (1831-1904), missionario per molti anni in Cina, autore d'una carta geografica della regione di Hong Kong e ispiratore d'una mappa su seta della provincia di Henan dipinta dal pittore Yang Ziming, entrambe conservate presso il Museo del Pime.

Un terzo, importante contributo è quello di padre Raffaello Maglioni (1891-1953), che mise a frutto la sua formazione di archeologo attraverso una serie di campagne di scavo nella provincia di Guangdong, nella Cina meridionale, alla ricerca di reperti neolitici. Alla sua scomparsa, nel 1953, i suoi confratelli donarono il materiale da lui raccolto al Museo di Storia di Hong Kong, il quale ne ha concesso una parte in prestito al Museo del Pime. Arricchito negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale di nuovo materiale, grazie all'invio di oggetti da parte dei missionari, a donazioni di amici italiani e attraverso acquisti e depositi realizzati dal Museo stesso, nel 1974 è stato trasferito da via Monte Rosa presso la sede di via Mosè Bianchi, cambiando il nome in Museo di Arte Estremo Orientale e di Etnografia. All'ultima ristrutturazione si deve il nome attuale di Museo Popoli e Culture.

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