p. Henri Doré, gesuita Shangahi, Orfanotrofio Missione Cattolica |
Nicolas Trigault (Douai 1577 - Hantcheu 1628) entrò nella Compagnia di Gesù e nel 1610 sbarcò a Canton. Qui ebbe inizio la sua intensa attività missionaria che lo vide alternare periodi di attività in Cina a lunghi viaggi in Europa per perorare la causa della Compagnia di Gesù in quel Paese. A lui si deve la prima redazione e pubblicazione dei "Commentari " di padre Matteo Ricci. Questi, alla sua morte, aveva lasciato numerosi scritti in italiano che stava cercando di ordinare: lettere, diari della sua straordinaria esperienza in Cina dalla sua prima enrata nel 1582 sino alla sua morte, avvenuta nel 1610. Il p. Trigault, erudito e conoscitore della lingua mandarina, si prese l'impegno di far conoscere questi scritti. Nell'agosto del 1612 ricevette ordine da Niccolò Longobardi, diretto successore del Ricci, di recarsi a Roma per risolvere importanti questioni legate alla liturgia, ottenere uno status autonomo rispetto all'appena costituita provincia del Giappone, sollecitare nuovi invii di religiosi e garantirsi appoggi finanziari. Durante il viaggio diede inizio alla traduzione in latino dei Commentarii del Ricci, che vennero dati alle stampe nel 1616 con il titolo "De christiana expeditione apud Sinas suscepta ab Societate Iesu ex P. Matthaei Ricci..." Il testo definitivo era arricchito, rispetto ai manoscritti ricciani, di ulteriori informazioni sulla missione in Cina: relazioni dei gesuiti Niccolò Longobardo, Alfonso Vagnone e Lazzaro Cattaneo, oltre che estratti delle relazioni del padre Sabatino de Ursis ed altri per gli anni 1610 e 1611.
La pubblicazione del " De Christiana Expeditione apud Sinas..." ebbe un grande impatto sulla vita culturale e filosofica europea dell'epoca. Di fatto le informazioni in esso contenute costituivano il primo resoconto dettagliato, ricco di informazioni sulla Cina. Il libro ebbe subito un notevole successo e fu ben presto tradotto in Tedesco, Spagnolo e (curiosamente) in Italiano. La nostra Biblioteca ne possiede una copia nel suo Fondo libri antichi (ANT/600/0001).
Qui ci permettiamo di inserire una piccola precisazione, ad onore del card. Federico Borromeo, arcivescovo di Milano all'inizio del XVII sec. e fondatore della Biblioteca Ambrosiana. Egli manteneva personalmente contatti con studiosi ed eruditi del suo tempo e in ogni parte del mondo per raccogliere libri e preziosi manoscritti per la costituzione della Biblioteca. Egli invitò il p. Trigault a visitare l'Ambrosiana e mantenne con lui stretti contatti.
A testimonianza di questo scambio e dell'importanza dell'opera del Card. Federico Borromeo (e di Milano quale crocevia per la conoscenza della Cina), citiamo una parte del discorso del Card. Dionigi Tettamanzi tenuto in occasione dell'inaugurazione delle celebrazioni per il IV centenario di apertura al pubblico della Biblioteca Ambrosiana (5 dicembre 2009) :
"Per l'acquisto dei libri più importanti di tutte le scienze ed arti, fatti venire d'ogni parte del mondo - da Baghdad e dal Cairo, dall'Impero cinese e dal Giappone, da Gerusalemme e da Costantinopoli -, furono coinvolti dotti, eruditi, artisti ed agenti di commercio, attirati dal sogno di far rivivere una "Casa della Sapienza" o Bayt al-Khikma, sull'esempio di quelle che molti secoli prima esistevano nella Baghdad del Califfo al-Maimun e nella Chang'an dell'impero cinese dei Tang. Ma il fondatore la pose più modestamente sotto l'egida di chi soprattutto aveva dato fama di santità e di cultura a Milano quando fu sede imperiale tra l'Oriente greco e l'Occidente latino: Ambrogio."
All'Ambrosiana viene custodita una lettera che il p. Trigault scrisse al card. Borromeo il 13 febbraio 1616, poco prima di ripartire per la Cina, dopo aver visitato la Biblioteca e prima di ricevere dal Cardinale il dono, affidato a lui e al gesuita Johannes Schreck Terrentius di Costanza, di un telescopio galileiano che, a sua volta, fu poi consegnato all'Imperatore.
«All'Illustrissimo Cardinale Borromeo Salute.
A Milano, mentre mi dirigevo in Spagna, parlai con V. S. Ill.ma di molti argomenti riguardanti il Regno della Cina, e ricordo di aver spesso fatto riferimento ai miei Commentari che allora sudavano sotto i torchi; ora, finalmente pubblicati, li trasmetto a V. S. Ill.ma perché mi liberino dalla promessa fatta. Fiducioso della (Sua) comprensione, non ho avuto alcuna esitazione nel sottomettere la mia modesta opera a un attentissimo, ma sensibilissimo censore di scienze sacre, soprattutto perché quegli argomenti, con l'aiuto della nobiltà, suppliranno con facilità all'imperizia dello scrittore. Nel frattempo, mentre l'animo nel veloce sollievo delle ore serali si ricrea con la conveniente lettura, spero di venire in primavera, per fare il viaggio di ritorno alla mia residenza, accogliendo la pia richiesta di V. S. Ill.ma. Ritornai infatti a Roma dalla Spagna, ma incombendo la data (della riunione) della nostra Congregazione, non ci fu alcuna opportunità di sostare a Milano, e differii al mio ritorno il risarcimento di questa mancanza. Possa intanto Dio Ott. Mass. conservare V. S. Ill.ma il più a lungo possibile in buona salute a vantaggio della cristianità"
Roma, Idi di febbraio 1616. Di V. S. Ill.ma Umilissimo Servo Nicola Trigault Della Compagnia di Gesù» (Ambr., G 257 inf., lettera 145, f. 278 r).
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