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Grammatica della lingua Santal

Mons. Giuseppe Obert, P.I.M.E.
P.I.M.E. 1960

Mons. Giuseppe Obert, per 40 anni missionario Pime in Bengala, nacque in Val d'Aosta nel 1890, Nel 1919 fu assegnato alle pianure povere e riarse del Bengala centrale; allora il Bengala era soprannominato ‘la tomba degli Europei" per il clima e i disagi che si dovevano sopportare.. Al PIME era affidata la diocesi di Krishnagar (oggi Dinajpur) vasta quanto il Piemonte, Lombardia e Veneto. Al giovane missionario fu assegnata dapprima l'evangelizzazione tra la gente "Muci", una delle più basse caste indiane. Poi passò all'evangelizzazione dei Santal nella zona di Dinajpur. Per 13 anni egli si spostò tra i 114 villaggi che gli erano stati affidati: viaggiava a piedi, a cavallo o un bicicletta. Viveva accanto ai Santal, in capanne semplici, insegnando sotto gli alberi o nelle verandine esposte al sole e alla pioggia. Mons. Obert non si accontentò di dedicarsi con zelo e passione all'opera di evangelizzazione, ma lo fece con intelligenza e con lo studio assiduo. Aveva uno spiccato dono per le lingue. Trasferitosi tra i Santal - una popolazione mite e disprezzata dal gruppo dominante che rischia di essere culturalmente e socialmente sopraffatta- egli si dedicò con impegno a studiarne la lingua. Mons.Obert favorì il sorgere di scuole nei villaggi santal, fondò anche una rivista nella loro lingua intitolata "Darwak". Insieme a un altro missionario Pime, il p. Monfrini, Mons. Obert curò anche la traduzione in Santal dei 4 Vangeli e libri di canti ancor oggi utilizzata nella liturgia. ... Negli ultimi anni della sua vita, ritiratosi a Milano, Mos. Obert continuò con entusiasmo le ricrche sulla cultura del suo popolo. Riunendo e completando gli appunti che aveva man mano accolto, pubblicò nel 1970 i "Fiori della giungla indiana" e nel 1971 "La tribù dei Santal".
(Tratto da: Ricordando un vescovo missionario: Mons. Obert, di Angelo Lazzarotto)

Alla sua paziente opera si deve il volume "Grammatica della lingua Santal" edita dal PIME nel 1960, di cui vi proponiamo una breve presentazione, autografa di Mons. Ober, riportata in una lettera da egli stesso indirizzata all'allora responsabile della Biblioteca del Pime di Milano, p. Mauro. Eccone dei brevi estratti: lettera di Mons. Obert
"...L'unica utilità che può avere questa grammatica è di avere messo alla portata dei principianti i primi elementi di una lingua che in sulle prime presenta molte difficoltà. Ho sentito il bisogno di compilare questa grammatica quando le nostre Suore Missionarie dell'Immacolata si erano messe a studiare la lingua santal. Si era messo loro in mano una grammatica santal scritta in inglese, ma era così astrusa per un principiante che credetti bene di scrivere in italiano, nel modo più semplice possibile, le regole grammaticali che dovevano imparare.
La lingua santal riflette l'animo dei Santal. Chi lo conosce solo superficialmente trova in lui il primitivo dalla scorza ruvida, ma chi lo conosce a fondo, non può non apprezzare le sue molte qualità. Così è della lingua. La prima impressione è che sia dura e stranamente complicata, ma se si approfondisce, si resta meravigliati come un popolo così primitivo possa avere una lingua così ricca nella sua grammatica. (...) La coniugazione dei verbi presenta una ricchezza insolita. Si hanno tre forme di indicativo presente: il presente abituale, il presente attuale e una forma di presente attuale proprio in atto. Si hanno tre passati: due che corrispondono ai nostri passato prossimo e remoto e uno chiamato aoristo che indica un passato revocato (quest'ultimo si usa per indicare la morte di Gesù, morte revocata dalla risurrezione)... Molto espressive pure sono una decina di forme di coniugazione del verbo che sono proprie della lingua santal, che non si traducono che con circonlocuzioni. Il verbo poi è sussidiato da una decina di suffissi che sono tutta una gradazione di tipiche espressioni per rendere vivace la conversazione, ogni parola, anche un avverbio, si presta alla formazione del verbo e, con l'aggiunta di una piccola particella, ogni voce del verbo può diventare sostantivo o aggettivo.
Lo studio della grammatica santal mette in evidenza delle finezze e delle armonie di lingua che non si sarebbero mai sospettate."

Dinajpur, 29-3-61        

                                                           + Giuseppe Obert
                                                                   P.I.M.E.

A mò di esempio facciamo alcune citazione tratte dal libro:
Principali suffissi dei verbi
La lingua santal usa vari suffissi che inserisce alla radice del verbo. Tali suffissi sono molto espressivi e possono dare al medesimo verbo una svariata graduazione di significati.
I principali sono: ...
Tora: indica che l'azione del verbo deve essere immediatamente seguita da un'altra. Es. taka idi toraeme = porta con te il denaro (e va). Jom toraeme = mangia e parti. Nel torakedeako = lo videro (e se ne andarono)
Utar : indica idea di perfezione, di fatto compiuto, di grande quantità. Es. Isor sari utargiae = Il Signore è la verità perfetta. Kara utarenae = diventò cieco completamente. Hec' utarenae = è venuto per rimanere. Aema utar taka = moltissimo denaro

 Se volete potete anche consultare la scheda di presentazione del libro di Mons. Obert: "La tribù dei Santalclicca qui



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