E' passato un po' di tempo dagli ultimi racconti...il mese trascorso in Italia, dove ho avuto il piacere di incontrare alcuni di voi, anche se purtroppo non tutti. Chi è rimasto fuori sa che avrà la precedenza il prossimo anno! Oltre alla mia famiglia con tutto il suo cerchio di parenti e amici, sono stata felice di conoscere i nuovi nati (la bellissima Sophie e il piccolo Simone) e di incontrare tutte le amiche incinte.
Il ritorno in Guinea è stato caratterizzato dalla novità della stagione delle piogge: la terra che rinverdisce, la gente al lavoro nei campi e nelle risaie, i bambini che si divertono un sacco a giocare sotto acquazzoni violentissimi, insieme a caldo, umido e ”infinite specie di irriconoscibili laboriosi animaletti”, come dicono Alice e Teresa dal Burkina.
La prima pioggia
Martedì 12 giugno rientro a Nhabijão, da sola, dopo la partenza di Enrico per l’Italia...sono circa le 19.45 di sera, dopo aver salutato le guardie Augusto e Dalmi rientro in casa e comincio a prepararmi la cena. Il mio sguardo è continuamente attratto dalla luce che c’è fuori...il rosso della terra diventa intenso, il verde degli alberi anche...penso “che bel tramonto questa sera” ed esco per vedere bene. Intanto si alza il vento...rientro in casa, il vento diventa più forte, i colori più intensi...
Augusto si avvicina e mi dice “Monica, spegni l’inverter...arriva la pioggia!” Faccio come mi dice e, nel giro di pochi minuti, il cielo africano si scatena: vento forte, pioggia intensa, tuoni, fulmini! Affronto il tutto cercando di rimanere tranquilla, preparo la cena e mangio alla luce della pila...dopo due ore torna la calma e la notte è bella fresca!
13-16 giugno - Corso di Associativismo

Ancora una possibilità che il Centro fornisce al popolo della Guinea...una novità anche per me, in quanto è la prima volta che assisto ed è anche la prima volta che devo fare tutto perché sono da sola! Il timore è quello di non ricordare tutto, di sbagliare qualcosa nella preparazione del materiale, nella spesa da fare, nella presentazione del Centro...e invece tutto va bene!!!
Anche il corso è molto interessante: è Biamsum il formatore in questo corso e, come sempre, ha una modalità di gestione molto partecipativa e dinamica, non dimentica mai di coinvolgere gli allievi, li stimola ad esprimere i propri dubbi, gli propone anche una simulazione.
Sono sorpresa dal numero di associazioni presenti in Guinea: sono moltissime e di ogni tipo, ma spesso l'associazione non sa identificare un obiettivo chiaro e quindi esiste, ma non fa niente! Perciò questa opportunità offerta dal Centro è molto importante!
La vita e la morte
La gente del villaggio di Nhabijão sa che può venire a “disturbarci” ogni volta che c'è qualcuno da portare al centro di salute di Bambadinca: con la nostra jeep siamo disponibili a coprire la distanza dei 6 km che ci separano da Bambadinca! Un sabato mattina alle 6.30 mi chiamano, perché c'è una donna che deve partorire: la lascio a Bambadinca in attesa del medico. Alle 14 del pomeriggio mi chiamano ancora per chiedermi se posso andare a prenderla per tornare a casa...decido di andare. Non è passata nemmeno un'ora dal parto e questa mamma sale sulla jeep e la riporto a casa, insieme alla sua bimba...mi dicono che è la “piccola della missione” e che la chiameranno Monica!
Un altro giorno mi chiamano perché c'è una bimba che non sta bene...capisco subito che è grave, respira a fatica, si lamenta, gli occhi sono semiaperti e le pupille rivolte verso l'alto...corriamo a Bambadinca, i medici arrivano quasi subito e prendono in carico la bambina. Rimango un po' ad osservare...sono in 4 tra medici e infermieri intorno alla bimba, per un'ora intera cercano una vena per poter inserire un ago per una flebo...senza riuscirci...
Il pomeriggio vengo a sapere che quella bambina è morta...lo sconforto è tanto, le domande anche...perché i genitori hanno aspettato che fosse così grave? perché quei medici e infermieri non riuscivano a trovare una maledetta vena? perché i bimbi guineensi non possono beneficiare di strutture sanitarie decenti e devono morire su un tavolo sotto una veranda di un centro di salute?
Il primo accompagnamento sul terreno
Il Centro “Fiera della possibilità” non si limita ad organizzare i corsi di formazione, ma successivamente va a visitare “a casa loro” i gruppi che hanno partecipato per verificare il lavoro fatto, i problemi, le difficoltà e per trovare insieme delle possibili soluzioni.
Il 26 giugno sono partita con l'instancabile Biamsum in direzione Blassar e Kambedjo. In entrambi i villaggi abbiamo incontrato le associazioni che sono nate del frattempo e ci siamo seduti per discutere, verificare, pensare...tutto nuovo, tutto da imparare, tutto molto interessante! A Kambedjo le donne erano al lavoro, alla macchina per la produzione dell'olio di palma...solo 2 o 3 sono venute al corso di formazione, ma poi hanno funzionato da agenti moltiplicatori e quel giorno c'erano almeno 15-20 donne che sapevano fare quel lavoro perfettamente!
Poco prima della partenza per il rientro a casa, ha cominciato a piovere...ancora una prima volta: quella della guida su una strada che era praticamente diventata un fiume!!! ma ce l'ho fatta!!!
Avrei ancora tanto da raccontare, ma il tempo è poco e il lavoro tanto...
...un po' del famoso “romanticismo” africano: vi sto scrivendo alla luce della pila perché le batterie che garantiscono la luce in casa danno segnale rosso che significa che la carica è quasi finita...sono due giorni che piove praticamente ininterrottamente e il sole non si vede, stamattina ho acceso il generatore per caricarle un po'...ma evidentemente non è stato sufficiente! Le camere vuote di casa sono piene di fili dove ho steso i copricuscini del dormitorio che oggi ovviamente non sono asciugati...
un abbraccio e un bacio a tutti e a ciascuno Monica
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