GUINEA BISSAU

L'erba schiacciata e le radici

di padre FABIO MOTTA

 

p.fabio

 

“Quando gli elefanti si fanno guerra è l’erba a rimanere schiacciata”
“Ciò che cresce lentamente mette radici profonde”

Catió, S. Natale 2016

Cari amici,
questa volta sono due i proverbi africani che voglio condividere con voi. Uno mi aiuta a leggere e interpretare il momento presente, a livello socio-politico, che stiamo vivendo in Guinea Bissau e l’altro mi permette di aggiornarvi sul nostro impegno nelle scuole di autogestione.

Partiamo dagli “elefanti”... Simboleggiano i “grandi”, coloro che hanno potere. Quando litigano tra loro e si fanno guerra a pagare le conseguenze è l’incolpevole erba, cioè tutti coloro che sono colpiti dai battibecchi inconcludenti e dalle ripicche senza fine di chi sta in alto. Purtroppo la situazione attuale che il Paese vive è frutto di questo tira e molla tra i politici che si protrae ormai dall’agosto del 2015 che ha visto la paralisi delle attività in Parlamento e il susseguirsi di ben tre governi di durata brevissima. Da pochi giorni è stato nominato un nuovo Primo Ministro a cui spetterebbe il compito di traghettare il Paese alle prossime elezioni del 2018 ma molti dubitano fortemente del successo di questo ennesimo tentativo visto che le polemiche continuano. Così le conseguenze ricadono sui più deboli, su coloro che non hanno voce in tutto questo triste spettacolo. Quanti bambini, adolescenti e giovani non hanno ancora preso in mano carta e penna a causa di uno sciopero dei professori durato più di due mesi che ha impedito il regolare inizio dell’anno scolastico! L’instabilità politica, che alcuni definiscono cronica, condiziona un clima generale di sfiducia e rassegnazione, un certo livello di saturazione per ciò che riguarda le controversie che si ascoltano alla radio. Alcuni ne approfittano alzando i prezzi dei beni principali di consumo mettendo ancora più in ginocchio l'economia delle famiglie più povere.

Passiamo all'immagine dell'albero, nel secondo proverbio, di tutt'altra tonalità. É l'elogio della costanza e della tenacia spesse volte poco appariscenti, come nascoste sono le radici, ma capaci di arrivare in profondità e di permettere una crescita sana e forte. E' un proverbio che dico un po' a me stesso e che mi fa ripartire ogni volta. Lo penso in particolare per il nostro impegno nelle cinque scuole di autogestione, un'avventura incominciata da ormai dieci anni con p. Roberto Donghi che poi io ho ereditato. Se ci si limita a cercare successi e progressi di giorno in giorno si rischia di rimanere delusi perché a volte sembra che la situazione non cambi o addirittura che si torni indietro. Ed invece in questi dieci anni le scuole continuano e crescono e nel contesto generale di instabilità diventano un segnale in controtendenza e infondono speranza. E di questo devo ringraziare di cuore ciascuno di voi! Il sostegno che date ai nostri alunni è davvero prezioso ed è garanzia per un futuro migliore.

Ecco alcune buone notizie:
- Gli iscritti in totale delle cinque scuole ha superato quest'anno i 1800 alunni con la percentuale di femmine che cresce sempre di più quasi a raggiungere il 50%.
- I 38 professori delle nostre scuole sono da due anni gli stessi. Vi ricordate negli anni passati quanti cambiamenti e trasferimenti a causa dell'esodo verso migliori sistemazioni in capitale a Bissau! E noi ogni volta a ricominciare con nuovi ingressi. Adesso invece c'è più continuità di lavoro e davvero vale la pena investire nella loro formazione. Dopo le novità introdotte lo scorso anno nella didattica e nella programmazione grazie a Priya dell'ALP (Associazione Laici Pime), quest'anno possiamo consolidare il metodo.
- Due dei nostri alunni che hanno terminato la sesta classe si sono iscritti al liceo privato gestito dalle suore che lavorano qui a Catió. La buona notizia è che riescono a stare al passo degli altri alunni che già avevano frequentato la scuola privata nelle elementari! Vuol dire che anche la preparazione dei nostri alunni formati nelle nostre scuole di autogestione nei villaggi è buona!
- Nella scuola nell'isola di Komo siamo riusciti ad ultimare i lavori delle nuove sale. Vi mando delle fotografie che ho scattato proprio in fase di rifinitura della costruzione. Vi ricordate quella fotografia in cui si vedevano dei papà che abbattevano le mura di mattoni di fango dell'edificio precedente? Ebbene, ecco quello nuovo, tutto di cemento! E già arredato con tanto di banchi...Grazie anche a voi! Stiamo già lavorando per altre due scuole, Areia e Mato Farroba che hanno bisogno di nuove strutture...

Vedete? Il proverbio ci insegna a non correre ma piuttosto a curare con attenzione la crescita costante del nostro impegno educativo. Passo passo speriamo di individuare i cambiamenti giusti da introdurre.

Cari amici, colgo l'occasione dell'approssimarsi del Natale per augurare a ciascuno di voi pace e bene. Dio che diventa uomo sceglie la logica dell'albero del proverbio. Non la grandezza degli “elefanti” ma l'umiltà del “chicco di grano che caduto in terra muore e produce molto frutto” (Gv. 12,24)

Per voi e per le vostre famiglie la benedizione di Dio. Con riconoscenza

padre Fabio Motta

 

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