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CAMERUN

La Pasqua di Amina e Marceline

di fratel FABIO MUSSI

 

Marceline e i suoi bambini

Carissimi,

è sempre un piacere e una gioia scrivervi in occasione delle lettere di aggiornamento dei bambini che accompagnate nella loro formazione scolastica. Questa è per noi una “scusa in più" per poter condividere con voi quello che succede nelle nostre scuole ma soprattutto quanto viviamo ogni giorno.

Come certamente sapete, dal 2013 le popolazioni dell’Estremo Nord del Camerun stanno vivendo una crisi umanitaria causata dalla setta islamica Boko Haram. Di conseguenza 170 scuole sono state chiuse nel 2015, e solo 37 scuole sono state riaperte a Settembre 2017. Di conseguenza, oltre 45.000 bambini, di cui il 49% sono ragazze, non vanno più a scuola o devono andare a scuola fuori dalla loro comunità di origine. Questo abbandono scolastico può avere conseguenze spiacevoli per il benessere e lo sviluppo dei più giovani, compreso l’arruolamento nelle truppe di Boko Haram e l’emigrazione verso i paesi dell’Europa

Di conseguenza, una parte delle famiglie di questi alunni si rivolge alle Scuole cattoliche che non hanno mai cessato di funzionare e di essere seguite. In questo anno scolastico 2017/2018 gli iscritti delle nostre 19 scuole primarie, delle 4 scuole materne e del liceo sono 8.165 (4.380 maschi e 3.785 femmine), impiegando oltre 220 insegnanti. Proprio per questo abbiamo avuto un aumento del 20% di richiesta di iscrizioni in rapporto all’anno precedente.

GLI ALUNNI AUMENTANO: NECESSITA’ DI NUOVE AULE SCOLASTICHE

Partendo da questa richiesta abbiamo utilizzato tutti gli spazi disponibili per accogliere i nuovi iscritti. Tuttavia avremmo sempre bisogno di nuove aule scolastiche per rispondere alle richieste di formazione scolastica dei prossimi 3 anni. Considerandovi della “nostra famiglia” ci permettiamo di condividere con voi questa nuova situazione di emergenza. Sappiamo bene che ci state già aiutando sostenendo i bambini a frequentare la scuola, ma è appunto pensando al futuro di questi bambini che condividiamo con voi questo problema “in amicizia”.

Come vi dicevamo, abbiamo lanciato 3 nuovi progetti grazie ai quali, non appena verrà raccolto il denaro sufficiente, verranno iniziati i lavori per costruire le nuove aule scolastiche:

  • Il progetto K628 “Emergenza scuole – Costruiamo 18 nuove aule” prevede la realizzazione di 15 nuove aule nelle scuole elementari di Maga, Kousseri, Yagoua, Kaele, Viri e Gobo, oltre a 3 aule nel liceo di Kousseri. Informazioni più dettagliate nella scheda allegata.
  • Il progetto “Adottiamoci” verrà portato avanti dall’Ufficio Educazione alla Mondialità del Pime per i prossimi 2 anni raccogliendo fondi nelle scuole, e prevede la costruzione di 2 aule nella neonata scuola di Tchatibali di cui tanto vi abbiamo parlato lo scorso anno.
  • Infine abbiamo un terzo progetto, già finanziato dalla Fondazione PIME ONLUS, per la costruzione di 5 nuove aule al liceo di Kousseri. I lavori sono già iniziati ai primi di gennaio.

GIOIA E NON SOLO PROBLEMI

Certamente quando si parte nelle scuole per fare gli aggiornamenti o anche solo per qualche verifica, assistere ai momenti di ricreazione è sempre una gioia e una distensione. Molti problemi e preoccupazioni passano in second’ordine. Nelle scuole più numerose si assiste alla corsa sfrenata di 600-700 bambini che si riversano in cortile per giocare, per chiacchierare o per riposarsi un po’ dalle fatiche dello studio. Per quanto riguarda i bambini quello che preferiscono fare è giocare a calcio, mentre le bambine preferiscono giocare a pallamano o all’elastico… come non ricordarlo… solo che il loro elastico se lo fabbricano da sole con il caucciù. In alcune scuole i maestri organizzano delle gare come la corsa o il salto in alto e tra i partecipanti e la tifoseria è un vero spettacolo. Basta guardare qualche foto per capire la gioia dei bambini.

PIU’ DI 2.000 DISABILI SOLO NELLA PROVINCIA DI MAYO-DANAY

Anche il servizio di assistenza sociale dedicato ai disabili si sta sviluppando rapidamente. Non vi nascondiamo che le difficoltà che incontriamo sono molte, soprattutto per la mancanza di strutture adatte a seguire questi casi. Grazie alla Fondazione Betlemme, fondata e gestita da P. Danilo Fenaroli del PIME, riusciamo a seguire abbastanza bene i casi dei bambini affetti da disabilità motoria, i bambini sordomuti che frequentano la scuola elementare, i ragazzi che fanno dei corsi professionali e coloro che hanno bisogno di fisioterapia. Le cose si complicano quando si tratta di cercare di inserirli nel mondo del lavoro, o quando ci si trova di fronte a casi che necessitano di cure mediche costosissime o di consultazioni con specialisti che è spesso quasi impossibile reperire nel paese. Da un recente censimento promosso dal Comune di Yagoua siamo venuti a conoscenza che nella sola provincia di Mayo-Danay (dove è situata Yagoua) sono presenti più di 2.000 casi di disabili di tutti i tipi ed età: bambini, ragazzi, adulti e anziani. Siamo partiti da queste liste per iniziare un lavoro di indagine sul territorio per cercare di avere informazioni più dettagliate e capire i bisogni di ogni persona. L’integrazione nella società africana non è oggettivamente una cosa semplice, e quindi ci sarà un grande cammino che il paese stesso deve compiere. Noi con molta semplicità, e sempre nel rispetto della persona, cerchiamo solo di poter dare un accompagnamento, e, quando possibile, anche un piccolo sostegno.

AMINA, RAGAZZA DISABILE E’ RIUSCITA AD AVVIARE LA SUA PICCOLA ATTIVITA’

Fortunatamente assistiamo anche a casi dove, seppur con difficoltà, c’è chi riesce ad avviare una piccola attività nella speranza di divenire autosufficiente. Amina è una ragazza disabile motoria di 18 anni che ha frequentato la scuola professionale di taglio e cucito presso il Centro di formazione femminile a Kaele. Da qualche anno è da sola, avendo perso entrambi i genitori, ma affronta con coraggio il suo avvenire. Al termine del corso ha chiesto una macchina da cucire “manuale”. Gliela abbiamo procurata qualche mese fa. Ora con fatica, ma anche con tanta forza di volontà ha iniziato la sua piccola attività, sostenuta tecnicamente da un sarto più esperto. Vi aggiorneremo dei suoi progressi (e difficoltà) nel prossimo futuro.

MARCELINE VUOLE LAVORARE E PRENDERSI CURA DEI SUOI BAMBINI PER DONARGLI UN FUTURO MIGLIORE.

Una decina di giorni fa i servizi sociali di Yagoua ci hanno chiamato per confrontarci sul caso di Marceline, una giovane mamma di 24 anni arrivata nella notte a Yagoua. Era scappata in fretta e furia dalla zona della Nigeria al confine con il Camerun dove Boko Haram semina il terrore, senza nemmeno poter prendere con sé i documenti di identità. E’ arrivata a Yagoua con un bimbo di 4anni e mezzo e due gemelline di 2 mesi. Suo marito era un militare dell’esercito nigeriano ed è morto qualche mese fa per mano di Boko Haram mentre lei era ancora incinta. Purtroppo a Yagoua non esistono strutture che possono accogliere mamme sole nella sua situazione. La prima cosa che abbiamo fatto è stata portare tutta la famiglia all’ospedale in quanto le gemelline erano un po’ malnutrite. La stessa Marceline non ha molto di cui mangiare, e di conseguenza il suo latte non è abbastanza nutriente. Vorrebbe restare a Yagoua con i suoi bambini, cercando una stanza in affitto e poi darsi da fare per cercare qualche lavoretto in modo da poter dare da mangiare ai suoi bambini. All’ospedale Marceline, Fabién, Debora e Florance sono stati aiutati dalla solidarietà di tutti. Noi come Codas Caritas abbiamo provveduto alle spese mediche, fornito il latte artificiale (visto che all’ospedale era finito), ed altre piccole cose. Il personale dei servizi sociali si occupava di portare un pasto al giorno e quando non bastava erano le altre mamme anch’esse ricoverate con i loro bambini che condividevano il loro cibo; i medici e le infermiere hanno regalato dei vestiti per le gemelline e per Fabién. Noi speriamo che, con il contributo di tutti, si possa trovare una soluzione definitiva per Marceline e i suoi figli.

E’ con questa speranza di un futuro migliore che vi auguriamo Buona Pasqua.

Fabio Mussi e l’equipe di Yagoua

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