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1. Adozione a distanza o sostegno a distanza (SaD)?
Il termine adozione, in questa accezione, è usato impropriamente in quanto l'adozione vera e propria, secondo la normativa italiana e di molti Paesi, consiste nel dare una famiglia a un minore orfano, abbandonato o maltrattato. Ha valenza giuridica, sociale e affettiva. L'adozione a distanza, invece, non ha alcuna valenza giuridica, ma ha lo scopo di aiutare economicamente una o più persone (anche maggiorenni). Questo atto di solidarietà; si concretizza, infatti, in un contributo economico periodico con il quale si provvede alla sussistenza, frequenza scolastica, assistenza sanitaria o allo sviluppo economico di una persona o di un gruppo di persone. Nel caso di adozione a distanza, potrebbe non esserci mai alcun tipo di contatto o conoscenza diretta tra colui che sottoscrive il contributo e il beneficiato. Per questo molte associazioni e gli stessi organi istituzionali italiani non utilizzano più la locuzione adozione a distanza preferendo sostegno a distanza per evitare confusione.

 

2. In cosa consiste un sostegno a distanza?

Si tratta di un impegno morale e finanziario volto a garantire ai bambini e ai giovani dei Paesi in via di sviluppo un aiuto economico, affinché ricevano i beni primari, l'istruzione e le cure mediche di cui hanno bisogno. Il sostegno a distanza, quindi, aiuta le famiglie in difficoltà a prendersi cura dei propri figli sostenendo le spese necessarie alla loro crescita, o di accedere alle cure di centri sociali, ostelli e scuole. È un aiuto che ha come fine lo sviluppo della persona e della sua comunità. Con il sostegno a distanza si accompagna il bambino in un momento importante della sua crescita, o si dà l'opportunità a un giovane di accedere agli studi superiori.

 

3. Vorrei aderire a un sostegno a distanza. Come devo fare?

Per sottoscrivere un sostegno a distanza basta compilare una domanda di sostegno, indicando i dati anagrafici del sostenitore e versando euro 230 annue (che salgono a euro 460 per il sostegno di un giovane o un disabile e a euro 500 per il sostegno di un seminarista) in un'unica soluzione o in rate fino a un massimo di quattro. Su questo sito è possibile trovare tutte le informazioni necessarie e il modulo di sottoscrizione con le indicazioni delle diverse modalità di versamento.
Chi non utilizza internet può telefonare alla Fondazione PIME Onlus, Ufficio Aiuto Missioni al numero 02.438221 e ricevere tutta la documentazione per posta, oppure può venire personalmente presso la sede di via Mosé Bianchi 94, a Milano, negli orari di apertura dell'UAM, dal lunedì al venerdì: 9-12.30/14-17.

 

4. Qual è la durata del sostegno a distanza?

Fintanto che un bambino, un giovane o un disabile abbisogna del sostegno che gli permetta di formarsi e avere gli strumenti necessari per poter affrontare il futuro con serenità. Al sostenitore è richiesto un periodo di impegno minimo di tre anni, dopo i quali il sostegno si ritiene tacitamente rinnovato di anno in anno dalle due parti, finché una delle due non interrompa il sostegno dandone comunicazione.

 

5. Posso scegliere il Paese, la missione o il bambino da sostenere?

Compilando la domanda di sostegno a distanza, è possibile indicare una preferenza del continente. L'assegnazione, tuttavia, è subordinata alle richieste d'aiuto che, in quel momento, provengono dalle missioni e dunque effettuata dall' Ufficio Aiuto Missioni della Fondazione PIME Onlus che terrà comunque in considerazione, nel limite del possibile i desiderata indicati alla sottoscrizione.

 

6. Come sono individuati i bambini da sostenere?

È il missionario, responsabile del progetto di sostegno a distanza, che, dopo attente valutazioni e dopo aver consultato i propri collaboratori, ci segnala quei bambini che hanno bisogno del sostegno a distanza.

 

7. È possibile avere contatti diretti con il bambino e la sua famiglia?

La corrispondenza non avviene direttamente con il bambino per una questione di privacy, ma tutto passa attraverso il missionario referente sul posto. In più di quaranta anni di esperienza abbiamo visto che la corrispondenza diretta tra il bambino, la sua famiglia e il sostenitore in Italia spesso può degenerare in richieste sempre crescenti di aiuti materiali. Si potrebbe anche correre il rischio che alcune famiglie di bambini avanzino richieste ai sostenitori tramite conoscenti immigrati in Italia.
Quindi, per salvaguardare la privacy del sostenitore ed anche tutelare il bambino da un punto di vista emotivo non viene fornito al bambino e alla sua famiglia alcun tipo di recapito, anche se loro sanno che vi è un sostenitore, che li sta aiutando. È comunque sempre possibile scrivere al missionario affinché faccia giungere un saluto, uno scritto e eventuali foto al bambino.

 

8. Quante e quali notizie arriveranno sul bambino sostenuto e sulla missione ove vive?

Il responsabile del progetto manderà due comunicazioni all'anno. Una solitamente più generica riguardante la missione e la crescita dei bambini seguiti con il SaD e una seconda che entra più nello specifico delle notizie del bambino sostenuto, sulla sua crescita, la sua educazione, il suo impegno scolastico e altre notizie utili.

 

9. È possibile inviare regali al bambino?

Generalmente sconsigliamo l'invio di materiale al singolo bambino per una serie di motivi:
1) inviando oggetti o materiale di un certo valore si corre il rischio che non giungano a destinazione.
2) se si tratta di materiale di valore limitato, come indumenti o materiale scolastico è molto facile che il missionario possa acquistarli sul posto, anche a prezzo inferiore. Forse in questo caso sarebbe più opportuno inviare una quota aggiuntiva in denaro specificando la causale.
3) nell'invio di pacchi sono sempre da considerare le tasse e le spese doganali che in alcuni Paesi sono molto elevate oltre al fatto che il missionario potrebbe essere costretto a percorrere parecchi chilometri per andare a ritirare il pacco.
4) l'invio di un regalo "personalizzato" per un unico bambino metterebbe in difficoltà il missionario di fronte agli altri bambini e alla comunità stessa. In questo caso sarebbe meglio pensare ad un regalo di interesse collettivo.
Nel caso ci sia proprio la necessità di un invio raccomandiamo che sia sempre concordato con il missionario responsabile del progetto.

 

10. È possibile visitare i bambini?

Accordandosi sempre con il missionario, c’è la possibilità di recarsi presso la missione nel caso si stia visitando lo stato dove si trova il progetto di sostegno a distanza.

 

11. Il bambino sostenuto può essere ospitato in Italia per brevi periodi?

Non è possibile ospitare il bambino in Italia sia per problemi burocratici e soprattutto perché non gioverebbe al bambino che anzi potrebbe rimanere turbato ritornando alla sua solita realtà di vita. Oltre a questo, non sarebbe nello spirito del sostegno a distanza che intende promuovere la vita e la crescita dei bambini nel loro Paese, nella loro realtà.

 

12. I versamenti sono detraibili?

Fondazione PIME Onlus è una Onlus (Organizzazione non lucrativa di utilità sociale) ai sensi del DLgs 460/97. Pertanto l'importo dell'erogazione liberale è detraibile o deducibile alle condizioni e nei limiti previsti dalla legge (art. 15 DPR 917/1986 - art. 100 DPR 917/1986; art. Legge 14/05/2005 n. 80).
Occorre però ricordare che i versamenti in contanti non sono in nessun caso detraibili o deducibili.
Per conoscere le modalità di versamento clicca qui

 

 

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