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Il progetto “Legalità che sCorre” realizzato dall’Ufficio Educazione Mondialità del Pime con il contributo della Fondazione Comunitaria del Varesotto Onlus, ha coinvolto tutti e sette gli Istituti Comprensivi della città di Busto Arsizio, con 30 classi delle scuole secondarie di primo grado, e 3 classi della scuola primaria, con la partecipazione di 750 studenti tra i 9 e i 14 anni accompagnati da circa 50 docenti.

Attraverso questo progetto, martedì 23 maggio 2017, in occasione del 25esimo anniversario della strage di Capaci, abbiamo realizzato una marcia culturale sui temi della legalità e sull’importanza di comunicarla a chi ci circonda mediante gesti semplici e scelte chiare.

Le attività proposte attraverso il progetto avevano lo scopo di prevenire la diffusione dell’illegalità, favorendo la riflessione critica nei giovani e accrescendo la capacità di discernimento, con l'obiettivo di diffondere uno stile di comportamenti e gesti improntati alla giustizia e alla legalità, volti alla tutela del bene comune, partendo dalla quotidianità.

In preparazione alla marcia culturale, l'equipe educativa del PIME ha realizzato un kit didattico rivolto agli studenti per veicolare contenuti e favorire la riflessione sui temi.

La rete di soggetti coinvolti è stata ampia, ma una particolare collaborazione è nata con la cooperativa Intrecci, che sul territorio di Busto Arsizio affianca alcuni migranti richiedenti asilo ospitati presso due parrocchie; con loro è nata subito una buona intesa ed è stato naturale proporre agli educatori e ai giovani migranti di partecipare alla marcia della legalità.

Il punto di ritrovo e simbolo di incontro, accoglienza, dialogo e impegno è stato il Centro PIME di Busto, dove ragazzi e i docenti si sono ritrovati per ascoltare le parole di saluto del direttore della Fondazione PIME Onlus, p. Giorgio Licini. Nel suo discorso di benvenuto, p. Licini ha lanciato uno spunto di riflessione per tutti, grandi e piccoli, individuando nel desiderio di possesso e di accaparrarsi il più possibile il germe dell’illegalità, perché agendo in modo egoistico l’uomo dimentica che di fronte a lui c’è una persona. E’ quindi necessario cambiare il punto di vista e non agire nell’ottica dell’avere ma dell’essere, rinsaldando i legami tra persone basandosi su dignità, giustizia e accoglienza reciproca.

E' poi intervenuta con la sua testimonianza Chiara Caprio, giovane giornalista freelance e collaboratrice di Vice. Grazie alle sue inchieste che mirano a diffondere la cultura della legalità denunciando condotte illegali, Chiara è stata scelta per rappresentare il tema del ”comunicare la legalità”, e per ricordare che è la parte onesta della società che fa la differenza nella lotta alla mafia.

La marcia è quindi partita verso la prima tappa, per ascoltare la testimonianza su Libero Grassi. Una volta arrivato, il corteo si è però trovato di fronte ad una grande sorpresa: un gruppo di percussionisti africani lo stava attendendo! Perchè comunicare la legalità vuol dire far sentire la propria voce, ma anche perché legalità è armonia, ritmo, piacere di stare insieme.

La seconda testimonianza, su Angelo Vassallo, è avvenuta presso la piazza del Comune. Anche qui i ragazzi e gli organizzatori hanno avuto un'altra gradita sorpresa: ad accogliere il corteo c’era il sindaco Antonelli che ha ribadito l’importanza di parlare di legalità fin da piccoli. Tutti i ragazzi hanno poi rispettato un minuto di silenzio per commemorare i giudici Falcone e Borsellino e per ricordare le vittime dell’attacco terroristico all’arena di Manchester avvenuto la notte precedente. A caratterizzare questa tappa, un gesto simbolico per contrastare l'omertà e l'indifferenza. 

La valorizzazione della terza testimonianza, questa volta su Malala, è stata caratterizzata dalla ripetizione di uno slogan per le vie cittadine: “Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo” Ripetendo questa frase, i ragazzi hanno mostrato a tutti di voler lasciare il proprio segno positivo nel mondo!

L’evento si è concluso con la creazione di un quadro collettivo: una tela bianca lunga 12 metri è stata stesa nel cortile del museo pronta ad essere decorata! La prima a lasciare il segno del suo impegno per la legalità è stata l’Assessore, poi i richiedenti asilo, e poi a turno due alunni di ogni classe partecipante, in rappresentanza di tutti i loro compagni. Il quadro che è stato creato rappresenta la bellezza che i gesti di legalità possono portare nel mondo, se ciascuno di noi si impegna a diffonderli e comunicarli, senza paura, contagiando tutti coloro che ci stanno vicino!

 

 

 

Il progetto “Legalità che sCorre” è stato realizzato dall’Ufficio Educazione Mondialità del Pime con il contributo della Fondazione Comunitaria del Varesotto Onlus

 

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