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  • Al Pime la mostra fotografica Sulla Via della Seta

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    S’intitola «Sulla Via della Seta» la mostra fotografica di Matilde Castagnache - inaugurata dall’autrice insieme alla sinologa Isabella Doniselli giovedì 28 gennaio (ore 18) presso il Museo Popoli e Culture del Pime -sarà visitabile fino al prossimo 19 marzo.Si tratta della raccolta di scatti realizzati dalla documentarista Castagna durante un viaggio iniziato cinque anni fa tra l’ex-capitale cinese Xi’an fino al Pakistan, proprio sull’antica via della seta.


    La celeberrima strada – che si snoda in un intricato reticolo di circa ottomila chilometri – è stata per secoli un itinerario fondamentale per il commercio sia per l’impero cinese sia per quello romano. Battuta dunque da un transito variegato da Marco Polo a Gengis Khan e Tamerlano, la Via della seta è diventata il luogo d’incontro privilegiato tra la cultura d’Oriente e d’Occidente e ancora oggi, per gli avventurieri multietnici che la percorrono, è una bella occasione d'intercultura tra due mondi che sembrano spesso inconciliabili.

    Parallelamente all’esposizione la Biblioteca del Centro missionario organizza un lungo ciclo di conferenze per riflettere sul tema attualissimo del rapporto tra Occidente e Oriente, a partire dalla loro storia, geo-politica e cultura.

     

    Qui il programma completodelle conferenze

    Per saperne di più: la mostra «Sulla Via della Seta» raccontata dalla sua autrice Matilde Castagna sul sito MondoeMissione.it.

     

  • GIOVANI E MISSIONE, LA MOSTRA

    Giovani e Missione

     

  • LA NUOVA MOSTRA PIME SUI MARTIRI DI OGGI

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    «Beati i perseguitati per causa mia»: questa scomoda frase del Vangelo continua ad essere attuale anche oggi, nel terzo millennio cristiano. I martiri - «oscuri testimoni di una Speranza», per usare un’intensa espressione del priore di Tibhirine, Christian de Chergé - sono coloro che, con la loro donazione estrema, testimoniano la fedeltà al Vangelo della Croce, un amore a Cristo più forte della morte.

    I martiri di oggi sono al centro della Mostra fotografica che il Centro missionario Pime di Milano propone come strumento di animazione missionaria per la Quaresima e la Giornata dei missionari martiri, che si celebra il 24 marzo, segno di come il mistero della Pasqua si rinnova in tante situazioni del mondo di oggi.

    Una galleria in storie di martirio del nostro tempo, dai monaci di Tibhirine a padre Jacques Hamel, ucciso in Francia pochi mesi fa. Insieme a loro figure come Annalena Tonelli e don Andrea Santoro, che hanno lasciato un'eredità profonda sulla spiritualità del nostro tempo. Ma anche volti recentissimi del martirio come le suore di Madre Teresa uccise l'anno scorso nello Yemen, i sacerdoti vittime dei narcos in Messico, le missionarie saveriane uccise in Burundi, il gesuita padre Frans Van der Lugt, icona di tutti i martiri delle guerre in Siria e in Iraq… E poi padre Fausto Tentorio, ucciso nelle Filippine nel 2011, e i diciannove martiri della storia del Pime.

    Un modo semplice e diretto per aiutare a non dimenticare questi volti e le loro parole.

     

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    La mostra è costituita da 16 pannelli cm 70x100.

    Per le comunità che lo desiderano la redazione di «Mondo e Missione» - la rivista del Pime - è a disposizione anche per animare un incontro di presentazione della mostra, con notizie e immagini che aiutano a cogliere nei suoi diversi volti e nelle sue proporzioni il fenomeno dei martiri di oggi.

    «Noi siamo soddisfatti quando vediamo un atto ecclesiale grande, che ha avuto un gran successo, e questo è bello. Questa è forza. Sì, è forza. Ma la più grande forza della Chiesa oggi è nelle piccole Chiese, piccoline, con poca gente, perseguitati, con i loro vescovi in carcere. Questa è la nostra gloria oggi, questa è la nostra gloria e la nostra forza oggi»

    Papa Francesco, omelia a Casa Santa Marta, 30 gennaio 2017

    Info:

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    tel. 02.43.822.317

  • Una mostra dall'Algeria su Charles de Foucauld

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    Il 1° dicembre ricorre il centenario della morte del beato Charles de Foucauld, grande figura che ha segnato profondamente la spiritualità e la missione nel nostro tempo. Per celebrare questo anniversario il Pime - in collaborazione con la Chiesa d'Algeria, dove sono presenti alcuni suoi missionari - mette a disposizione di parrocchie, associazioni e centri culturali la nuova mostra «Charles de Foucauld» che ne racconta la figura.

    La particolarità che balza all'occhio è che si tratta di una mostra in due lingue: arabo e italiano. A realizzarla, infatti, è stata la diocesi di Laghouat-Ghardaïa, la diocesi nel deserto algerino dove si trova anche Tamanrasset, l'ultima tappa dell'itinerario spirituale e umano di fratel Charles: qui ha vissuto in mezzo ai Touareg fino alla sua uccisione nel 1916.

    I tredici pannelli - tradotti in italiano dal francese da Graziella Rapacioli - ripercorrono la vita di Charles de Foucauld, la sua giovinezza inquieta, la sua conversione radicale, la sua vita in Algeria, l'opera di geografo e linguista, il suo impegno per la giustizia in un mondo ancora segnato dall'esperienza coloniale. È la memoria di questa figura custodita dalla Chiesa che nel deserto del Sahara tuttora ne segue le orme. Ed è una strada che ha qualcosa di importante da dire ovunque per il dialogo tra cristiani e musulmani.

    «Finalmente Charles de Foucauld è diventato un Evangelo vivente, a mani nude...
    L'ultima foto che abbiamo di lui, non porta nessun segno religioso e credo che sia la pagina più bella e viva del Vangelo perché la sua croce, la porta dentro: il suo sorriso, il suo viso, sono quelli di un uomo che guarda l'altro con gentilezza e con molta simpatia e gratitudine»

    Claude Rault – Vescovo di Laghouat-Ghardaïa

    La mostra «Charles de Foucalud» è a disposizione  per il noleggio in parrocchie, associazioni e realtà culturali con le consuete modalità delle mostre Pime.

    Per informazioni e richieste è possibile chiamare il numero 02/43.822.317 oppure scrivi a promozione@pimemilano.com

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