India,

  • ADDIO A PADRE GRUGNI, MEDICO E MISSIONARIO

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    Il Pime piange la morte di padre Antonio Grugni, medico e missionario in India, scomparso domenica 18 novembre all'età di 77 anni. Medico cardiologo all'ospedale di Legnano, nel 1976 era partito da laico per Mumbai dove aveva messo la sua competenza al servizio delle attività per la lotta alla lebbra. Ma in India aveva poi maturato anche la vocazione sacerdotale, venendo ordinato prete nel 1989. Da allora aveva alternato il servizio pastorale in parrocchia all'assistenza ai malati, icona vivente di quella «Chiesa ospedale da campo» di cui ama parlare papa Francesco. I funerali di padre Grugni si sono svolti lunedì 19 novembre nella parrocchia di Fatimanagar dove è stato sepolto. Vogliamo ricordare padre Grugni con questa sua lettera del 2009 che riassume bene il senso della sua vita di medico e missionario in Italia.

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    Tra i miei pazienti anziani più "affezionati" ci sono tante povere vedove alle quali i figli, sposati e oberati da difficoltà economiche, problemi famigliari o alcolismo, dimenticano di provvedere. Le lamentele di questi anziani sono vaghe e attribuibili all’età avanzata e alla denutrizione: pelle secca e avvizzita, che provoca prurito, dolori articolari, debolezza e deperimento generale.

    Si intuisce in queste persone, abbandonate da tutti e costrette a vivere di "accattonaggio", il bisogno di condividere la sofferenza e la solitudine, la voglia di parlare con qualcuno (almeno con il medico!), di essere ascoltate, di sentire un tocco umano sulla pelle raggrinzita, ricevere qualche unguento, alcune pastiglie di vitamine e qualche parola d’incoraggiamento.

    A volte, alla fine della visita medica, grati per l’attenzione ricevuta, questi miei pazienti scoppiano in pianto e rivelano il vero motivo della loro sofferenza: «Io non ho più nessuno!». Dopo le lacrime viene un profondo sospiro, uno sguardo verso il cielo e l’esclamazione: «Solo Dio si prende cura di me!».
    Nella sua radicalità, questa espressione riassume la spiritualità profonda dei poveri, la lezione che insegnano al mondo, la memoria, anche per noi missionari, di ciò che Gesù ha insegnato e fatto: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore…». Lungo questa traccia, ha poi chiesto ai suoi discepoli di continuare a riprodurre la sua missione di misericordia: «Amerai il prossimo tuo come te stesso!» ("Mc 12,30-31").

    Volendo dare un senso alla nostra esperienza missionaria, è chiaro che possiamo solo desiderare d’essere copie imperfette di Gesù, perfetto Missionario del Padre. Si percepisce subito il nostro limite incolmabile davanti a Lui. Ci conforma a Lui soltanto la tensione dello spirito che non sarà mai definitivamente appagata ed esigerà sempre un’ulteriore conversione. La sequela di Gesù di Nazareth ci richiama al realismo dell’"Incarnazione", che diventa criterio per interpretare la "Buona novella" e apprendere il suo metodo di "evangelizzazione".

    Che cosa possiamo imparare da questo ritorno a Gesù di Nazareth? La prima cosa che impariamo dall’"Incarnazione" del Verbo è che da ricco che era si fece povero e piccolo per entrare nella storia; non restò ricco per beneficare i poveri, ma offrì la solidarietà dell’eguaglianza, non della beneficenza. Un Vangelo predicato dai ricchi ai poveri non è credibile né convincente. Quando riusciremo a convertirci al progetto originario dell’"evangelizzazione"?

    Mi colpisce il fatto che, in molti centri di salute pubblica di proprietà del Governo indiano, dove la "Sarva Prema" opera per la cura e la riabilitazione di poveri e lebbrosi, accanto ai ritratti del Mahatma Gandhi c’è l’immagine di Madre Teresa di Calcutta. Nella percezione di molti "non cristiani", è lei l’incarnazione vera del messaggio di Gesù, l’immagine credibile del cristianesimo.

    Un’altra dimensione che Gesù ha molto curato è l’impegno a raggiungere tutti con la sua misericordia, senza esclusione. Il suo avvicinarsi ai piccoli, agli ultimi ed emarginati, contravvenendo alle leggi religiose vigenti ai suoi tempi, il suo essere predicatore e guaritore itinerante, senza avere dove posare il capo e alla fine morire in Croce, lasciato solo dai suoi, fa sorgere una domanda: «Come poté rimanere fedele?». Non caviamocela dicendo: «Era Figlio di Dio!», perché fu anche vero uomo.
    La fedeltà a questo "radicalismo evangelico" prevede notti di preghiera, faticose grida al Padre che sembra non ascoltare: «…Offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime!» ("Eb 5,7-9").

    Per noi la conclusione è chiara: non possiamo restare fedeli se non siamo alimentati fortemente dalla preghiera, magari da urla di preghiera, specialmente nei momenti di confusione e buio nella nostra vita. «Colui a cui poco è stato perdonato, ama poco… La tua fede ti ha salvato!» ("Lc 7,47-50").

    padre Antonio Grugni, Warangal (India) 2009

  • ALLUVIONE IN INDIA: RACCOLTA STRAORDINARIA

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    Le immagini dall'India delle città sott'acqua e dei primi soccorsi hanno fatto capolino per qualche ora nei nostri Tg subito dopo Ferragosto. Ma è difficile rendere fino in fondo le proporzioni della devastazione che le alluvioni hanno lasciato dietro di sé in Kerala, la regione del sud dell'India colpita dalla più grave inondazione degli ultimi cent'anni. Oltre 400 i morti, più di 300 mila le persone ancora sfollate nei campi profughi a dieci giorni ormai dallo straripamento dei fiumi, pesanti conseguenze sui raccolti dal momento che l'area di Kuttanadu, il granaio di questa regione, è finito sott'acqua

    Una tragedia umana e ambientale di fronte alla quale il Pime - che proprio dalla fede profonda dei cristiani del Kerala ha ricevuto in questi anni il dono prezioso di alcuni suoi missionari - non vuole rimanere indifferente. Per questo la Fondazione Pime Onlus ha deciso di aprire una sottoscrizione straordinaria, invitando i propri benefattori ad aderire al Fondo S137 KERALA EMERGENZA ALLUVIONE.

     

    In prima istanza i fondi raccolti andranno a sostenere gli interventi portati avanti nel distretto di Idukki - una delle aree più colpite - dalla congregazione locale dei Fratelli del Sacro Cuore di Gesù, con la quale il Pime già collabora in India. Proprio in nome di questa amicizia il superiore generale fratel Velankanni ha scritto a padre Brambillasca, superiore generale del Pime, chiedendo aiuto e raccontando anche come proprio in quella zona l'istituto indiano abbia perso un proprio missionario, che figura tra le vittime della sciagura. L'intervento che verrà realizzato insieme andrà a sostenere le prime necessità di circa 1000 famiglie (complessivamente circa 5000 persone) che hanno perso tutto. Contemporaneamente sono in via di definizione anche altre forme di collaborazione nella diocesi di Changanacherry, da cui nei giorni scorsi abbiamo ricevuto da un ex studente del Pime questa testimonianza significativa sulla solidarietà messa in campo dalle comunità locali, superando anche le barriere delle distinzioni religiose.

    Chi desiderà contribuire può farLo ON LINE DIRETTAMENTE A QUESTO LINK  scegliendo tra i progetti la causale S137 KERALA EMERGENZA ALLUVIONE.

    È possibile ovviamente anche utilizzare tutte le altre consuete modalità di versamento alla Fondazione Pime Onlus (bonifico bancario, conto corrente postale...), sempre però precisando la causale "S137 EMERGENZA ALLUVIONE".

     

    AREE DI INTERVENTO:

    - Necessità di base. Verranno distribuiti razioni di cibo e di acqua potabile, kit medici e attrezzatura da campo per far fronte alle necessità pratiche delle persone più colpite.

    - Acqua e igiene. L'alluvione ha distrutto tubature, pompe e pozzi, che garantivano l'accesso all'acqua potabile. Inoltre, la piena ha travolto latrine e fosse biologice, contaminando molte fonti di acqua. È importante ripristinare l'accesso all'acqua non solo per garantire la sopravvivenza della popolazione colpita, ma anche per garantire l'igiene. Verranno perciò riparate 10 pompe in altrettanti villaggi e ricostruiti 10 pozzi che sono stati sommersi.

    - Riparazioni. Verranno forniti ripari provvisori per gli sfollati e verranno avviate le prime riparazioni per circa 500 abitazioni danneggiate appartenenti a famiglie in grave difficoltà.

    - Salute. La popolazione colpita dall'alluvione è particolarmente esposta a malattie dovute al contatto con l'acqua contaminata. È importante prevenire la diffusione di queste malattie e proteggere le categorie più a rischio: donne, bambini e anziani. Verrà facilitata la creazione di ospedali da campo nelle aree colpite per garantire le cure mediche di base e la fornitura di medicinali.

    - Mezzi di sussistenza. Gran parte della popolazione ha perso le sue scorte di cibo e i campi coltivati sono stati sommersi. Verranno avviate colture di emergenza per garantire il sostentamento delle aree colpite. Cento famiglie in grave difficoltà beneficeranno dell'aiuto per avviare attività che possano generare un profitto utile alla loro sussistenza.

     

    Per ulteriori informazioni sull'iniziativa: Ufficio Aiuto Missioni, Ufficio Progetti, telefono: 02/43.822.315, mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

     

  • Augustine Palett (1942-2017)

    11/3/2017

    PADRE AUGUSTINE PALETT (1942-2017)

  • FRANCESCO SARTORI (1938-2018)

    1/6/2018

    FRATEL FRANCESCO SARTORI (1938-2018)

  • Il Signore Risorto riempia i vostri cuori

    INDIA

    Il Signore Risorto riempia i vostri cuori

    padre MARTINO

  • In India si inaugura la parrocchia del beato Mazzucconi

    chiesaMazzucconi

    Verrà inaugurata ufficialmente giovedì 24 settembre a Khammam nello stato dell'Andhra Pradesh in India la nuova parrocchia intitolata al beato Giovanni Battista Mazzucconi, il primo martire del Pime. Al rito sarà presente il superiore generale del Pime, padre Ferruccio Brambillasca, insieme al nunzio apostolico mons. Salvatore Pennacchio e al vescovo di Khammam mons. Paul Maipan. Durante la celebrazione - che chiuderà in India l'anno che il Pime ha dedicato al suo fondatore Angelo Ramazzotti - vedrà anche la consegna del crocifisso a padre Sudhakar Nukapogu, missionario del Pime ordinato sacerdote poche settimane fa e ora in partenza per il Giappone, sua prima destinazione.

    Quella di Khammam è la terza chiesa in assoluto dedicata al beato Mazzucconi. Le altre due si trovano una nel quartiere Cascina Gatti di Sesto San Giovanni (nella diocesi di Milano da cui il primo gruppo di missionari partì nel 1852) e l'altra a Mapamoiwa nella diocesi di Alotau in Papua Nuova Guinea, la regione dell'Oceania dove Mazzucconi morì martire nel 1855.

    In realtà a Khammam una cappella dedicata al beato Mazzucconi esisteva già da vent'anni: «Quando padre Augusto Colombo con fratel Crippa si stabilirono là dal 1962 al 1969, Khammam era una cittadina - ricorda padre Carlo Torriani, anche lui missionario in India -. Acquistarono un pezzo di terreno alla periferia, sulla strada che andava a Wyra.  Dopo la beatificazione di Giovanni Mazzucconi nel 1984, padre Carlo Rimondi pensò bene di costruire una piccola cappella che poteva contenere un centinaio di persone e di dedicarla al Beato Giovanni Mazzucconi. Ma l’urbanizzazione velocissima ha fatto sì che quel terreno si trovi ora quasi al centro della città, vicino al capolinea dei pullman e agli uffici governativi. Questo rapido sviluppo ha portato in città molti cristiani dai villaggi - spiega ancora padre Torriani - e ora alla Messa domenicale partecipano circa trecento persone. Per proteggerli dal sole e dalla pioggia, il parroco padre Augustine Mundupalkal, missionario del Pime, ogni domenica faceva collocare sui bambù un tendone».

    Ora la nuova chiesa potrà finalmente accogliere tutti. E sarà legata a quella omonima di Cascina Gatti da un segno: per l'occasione sono state fatte realizzare due statue identiche del beato Mazzucconi. Una è stata benedetta domenica scorsa nella chiesa di Sesto San Giovanni, l'altra è in viaggio per l'India per essere collocata nella nuova chiesa.

     

  • India incontro con padre Martin

    24 settembre 2016

    INCONTRO CON PADRE MARTIN BALA GOLAMARI

  • India: Golamari inizio anno scolastico

    INDIA

    Il nuovo anno nelle nostre scuole

    di padre MARTIN BALA GOLAMARI

  • INDIA: INCONTRO ADOTTANTI

     foto per incontro 2

    19 E 20 GIUGNO 2017

    INCONTRI CON DON LEONE KONDRU (INDIA)

     

    Don Leone Kondru, referente del progetto di Sostegno a Distanza P3115  nella Diocesi di Vijayawada, stato dell’Andhra Pradesh, in India, è in visita in Italia e si è reso disponibile ad incontrare tutti i sostenitori.

    È suo desiderio ringraziarvi personalmente per il prezioso aiuto che inviate ai bambini della sua Diocesi e rispondere a tutte le vostre domande e curiosità.

    Siete dunque tutti inviatati ad un incontro personale e conoscitivo:

    lunedì 19 giugno 2017            e           martedì 20 giugno 2017

    tra le 15.00 e le 18.00                          tra le 10.00 e le 12.00

    presso il Centro Pime di Milano(sala lettura – 1° piano)

    via Mosè Bianchi, 94

    (MM Lotto o Amendola – linea 1 o 5)

     

    Se siete impossibilitati a partecipare all’incontro ma desiderate parlare con Don Leone, potete contattarlo anche telefonicamente al numero 02-43822383 nei giorni e negli orarisopraindicati.

    Per ulteriori informazioni scrivete a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonate al numero 02-438221.

  • India: incontro con suor Ambika

    11 giugno 2016
    INCONTRO CON
    SUOR AMBIKA
    INDIA

  • J079 INDIA Acquisto veicolo per il seminario

    J079 – ACQUISTO DI UN VEICOLO BOLERO SLE
    Responsabile: p. Raja Reddy Duggimpudi
    Istruzione – India

  • La morte di Bonazzoli pioniere del dialogo con gli indù

    LA MORTE DI BONAZZOLI
    PIONIERE DEL DIALOGO

  • Maurizio Masala (1936-2017)

    30/3/2017

    PADRE MAURIZIO MASALA (1936-2017)

  • Padre Giorgio Bonazzoli (1934-2015)

    25/05/2015

    PADRE GIORGIO BONAZZOLI (1934-2015)

  • Sostegno ai bambini disabili degli slum di Jaipur

    foto K679 disabili Jaipur 1

    INDIA

    K499-A Nijpara in aiuto di chi aiuta

    K679 - Per i disabili degli slum di Jaipur

    p. John Berchman
    Sanità

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